• AMORE SEDUZIONE,  COMUNICAZIONE,  LAVORO,  PSICOLOGIA

    TU COSA COMUNICHI?

    La comunicazione: dal latino: COMMUNICARE, mettere in comune, derivato di “commune”, propriamente, che compie il suo dovere con gli altri, composto di “cum” (insieme) e “munis” (ufficio, incarico, dovere, funzione.) Tu cosa comunichi?

    Vi siete mai chiesti cosa volete comunicare e cosa comunicate realmente? Tu cosa comunichi? Per quanto riguarda il “cosa comunicate realmente” intendo cosa e come recepisce ciò che volete dire chi vi sta di fronte.

    Secondo Paul Watzlawick, nella sua pubblicazione “Pragmatica della comunicazione umana”, esistono due modalità attraverso la comunicazione espleta questa funzione: quella verbale e quella non verbale. Non esiste azione o verbo (dal latino parola) che non comunichi qualcosa, quindi non è possibile non comunicare. 

    Paul Watzlawick è uno dei massimi esponenti della scuola di PaloAlto e asserisce che la comunicazione è caratterizzata da 5 ASSIOMI , caratteristiche sempre presenti in ogni comunicazione umana.  

    “ASSIOMA: Proposizioni immediate che occorre necessariamente conoscere per apprendere qualche cosa”

    Aristotele

    Sono essenziali e conoscerli è fondamentale per chi vuole sapere come funziona la comunicazione; è necessario imparare a gestirla al fine di approfondirla ed imparare ad utilizzarla correttamente. 

    I cinque assiomi della comunicazione.

    Primo assioma: qualunque comportamento comunica qualcosa, è impossibile non comunicare. Qualunque cosa facciamo o diciamo, comunica qualcosa, anche un solo sguardo. Quando scegliamo un abito, un certo tipo di scarpa, un’automobile, un determinato tipo di sport, stiamo comunicando qualcosa. (qua vi inviterei a leggere un mio precedente articolo…) Anche i silenzi di una persona, la sua passività e/o inattività, esplicitano la volontà di non voler comunicare e quindi invia un messaggio ad un altro individuo.

    Apparentemente il NON voler comunicare...
    Anche l’inattività comunica qualcosa a chi ci sta di fronte.

    Secondo assioma: in ogni comunicazione esistono due livelli, il contenuto e la reazione. Il primo dice cosa stiamo comunicando, il secondo invece il tipo di relazione che stiamo instaurando con chi ci sta di fronte.

    Terzo assioma: la punteggiatura della sequenza degli eventi. Il modo in cui ognuno tende a credere che l’unica interpretazione possibile della realtà sia la propria.

    Facciamo un esempio…. le liti tra una coppia si fondano proprio su queste dinamiche; ognuno crede che i problemi coniugali o sentimentali nascano a causa ed in risposta a quelli dell’altro (G. Gulotta) Poniamo il caso di un marito che si chiude in se stesso di fronte alla moglie che si lamenta e sbraita tutto il giorno…😬 

    Di fronte ad un caso simile la punteggiatura usata cambia il significato dato alla relazione; altro esempio è chi ha paura di essere antipatico agli occhi delle altre persone. A forza di fare, questa riesce a rendere così reale la punteggiatura da diventare esattamente quello di cui lui stesso teme, essere veramente antipatico nei confronti delle persone con cui ha a che fare. 

    Avrete già sentito il “Sentire le due campane”, detto molto comune quando due o più persone litigano. Ogni campana ha la sua punteggiatura ed è importante e fondamentale ascoltare entrambe le persone protagoniste di tale diverbio. Questo vale anche e soprattutto quando gli avvocati si presentano di forte ad un giudice. 

    Il quarto assioma…tu cosa comunichi?

    Cosa comunico? In questa immagine sia lo sguardo che la postura della mano lasciano ampio spazio di comunicazione
    Foto di Stefania Boe. Immagine che lascia ampio spazio all’osservatore sul tipo di comunicazione che trasmette.

    Quarto assioma: le comunicazioni possono essere digitali, vale a dire tutti i canali verbali, le parole e ciò che rappresentano. Molte parole hanno più di un significato (ricordo l’incubo delle versioni dal latino all’italiano) ma tendiamo a darne uno in particolare a seconda del periodo storico in cui viviamo.

    Anche in questo caso porto un esempio: la parola Chiesa, che deriva dal latino ecclesia e che a sua volta deriva dal greco: assemblea politica, militare o civile. Per noi, o comunque negli ultimi secoli, rappresenta una struttura, una comunità di fedeli che professano la fede in Gesù Cristo, in Italia indica in genere la Chiesa cattolica. C’è poi da aggiungere il tono con cui questa parola viene usata.

    La seconda variante del quarto assioma è la comunicazione analogica che si basa sulla somiglianza (analogia) tra la comunicazione e l’oggetto della stessa. Qui rientra tutta la sfera della comunicazione non verbale, l’uso delle immagini, delle espressioni del volto e del corpo. Un sorriso o una risata rappresentano convenzionalmente qualcosa che ci diverte ma comunica anche uno stato emotivo.

    Braccia alzate al cielo, comunicazione di forte emozione e apertura. Tu cosa vedi? Tu cosa comunichi?
    NYC 2018. Chiara comunicazione non verbale.

    Secondo G. Gulotta i fraintendimenti durante una conversazione nascono proprio dall’errata decodifica dei segnali inviatici dall’interlocutore e dalla loro interpretazione distorta. 

    Oggi più che mai con l’uso dei messaggi digitali (Whatsapp o Messenger) recepiamo una comunicazione errata se all’interno è presente un punto esclamativo o interrogativo, una virgola o un punto. Siamo immersi da faccine 😊 che da parte di chi scrive possono voler dare un certo significato, da chi lo riceve esattamente il contrario.

    L’uso delle braccia, quindi sempre parlando del non verbale, anche senza rendercene conto, dice tantissimo di chi hai di fronte: le braccia conserte indicano una chiusura, se invece sono portate al cielo, o comunque non incrociate, trasmettono una grande apertura, un senso di libertà e “dicono” ai nostri interlocutori che siamo ricettivi all’informazione che stiamo ascoltando.

    Ultimo assioma ma non meno importante…

    Quinto assioma: spiega come le comunicazioni possono essere di due tipi; quello simmetrico e quello complementare. L’interazione simmetrica avviene quando ci si trova di fronte ad una persona che consideriamo di pari livello, come il rapporto tra due amici o tra colleghi, a volte tra fratelli. (nel caso di fratelli e sorelle a volte le dinamiche sono più complesse).

    L’interazione complementare si ha quando invece il dialogo è tra il capo (leadership) e il dipendente (in campo professionale), una madre e un figlio (in campo personale). In pratica quando gli interlocutori non si considerano sullo stesso livello, quindi quando uno degli interlocutori si pone in una posizione superiore e l’altro in quella subordinata.  


    “L’incapacità dell’uomo di comunicare è il risultato della sua incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto.”
    Carl ROGERS.

    Charles W. Morris, filosofo statunitense, fu il primo ad usare il termine PRAGMATICA per descrivere la parte che usa l’uso del linguaggio. Dagli assiomi che ho descritto brevemente, si passa ad uno studio molto più complesso dei processi comunicativi e delle tante sfaccettature di questi. La pragmatica della comunicazione umana è fondamentale per chi vuole iniziare a migliorarsi e imparare a conoscere il rapporto con se stesso e con gli altri.

    Quando comunichiamo trasmettiamo molto di più di ciò che vorremmo dire, i gesti, il tono della voce, la postura e il silenzio possono rivelare molti dei nostri pensieri e emozioni.

    Esistono tre livelli di comunicazione, quello verbale, il paraverbale e il non verbale. Di questo ne parlerò prossimamente, come della comunicazione efficace, al fine di migliorarci…per noi stessi e per gli altri…


  • Ciao mamma, guarda come mi diverto! Londra 2018
    PSICOLOGIA,  Travel

    “Ciao mamma” guarda come mi diverto…

    Correva l’anno 1996, nelle discoteche i DJ passavano “Ciao mamma guarda come mi diverto…” di Lorenzo Jovanotti. Uno di quei tormentoni,…una canzone che ripete il solito Riff e che suscita allegria e divertimento, ma non solo. Cantandola è come raccontare alla propria mamma il momento felice che si sta vivendo.

    “Lasciateci leggere e danzare, due divertimenti che non potranno mai fare del male al mondo” 

    Voltaire

    “Ciao mamma” singolo del 1991 di Lorenzo Jovanotti.

    Negli ultimi anni mi è capitato di riascoltarla, in auto viaggiando, passata in radio tra le “vecchie canzoni ” e, ogni volta, provavo nostalgia di quei tempi in cui con le mie amiche ballavo e cantavo a squarciagola. Allora davvero vivevo quelle emozioni. Ricordo che più di una volta ho telefonato a mia mamma mentre ci scatenavamo sulla pista, urlandole cantando: CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO…!!!

    “Che bello è…quando ci si può parlare con una canzone…”

    Spesso ho pensato che il motivo principale di tanta ilarità fosse l’età (avevo poco più di 20 anni), la spensieratezza soprattutto e la vita davanti che mi sorrideva; da lì la convinzione che quel tipo di emozione fosse impossibile riprovare, che solo la giovinezza potesse permettere cotanta felicità. E, proprio come Jovanotti canta “…che bello è… quando ci si può parlare con una canzone…”, non era necessario dire che ero felice: lo ero e cantarla rivolgendomi a mia madre, era anche un Grazie mamma!.

    Grazie mamma per avermi dato tanto, per avermi insegnato tanto e soprattutto per essere stata una madre giusta, severa quanto necessario, comprensiva e amichevole nei momenti di difficoltà. Ora non sto scrivendo per gratitudine nei suoi confronti, sto cercando di esprimere un’emozione che mai e poi mai avrei pensato di riprovare, riscoprendo la voglia di cantare “Che bello è…”

    “Guarda come mi diverto” …nonostante gli anni…

    Sembra inverosimile, anzi, pensavo fosse assolutamente impossibile, provare emozioni tanto lontane, forti e piacevoli a distanza di anni.

    Ora…non sono qui a scrivere “Il mio diario“, ciò che voglio esprimere a chi sta leggendo, è che non esiste età per essere felici, appagati e grati. Divertirsi nell’accezione più ampia del termine, divertirsi lavorando o semplicemente vivendo, prendendo tutto ciò che di positivo la vita ci offre.

    Non è semplice. Ne sono più che consapevole, ma è più facile di quanto possa sembrare. Lasciando perdere i luoghi comuni come il: “Guarda il bicchiere mezzo pieno…e non mezzo vuoto” o i Corsi motivazionali / Coaching che, a mio parere, riempiono la testa di belle parole ma sottintendono una visione limitata e deficitaria dell’essere umano.

    L’idea che una terza persona possa sostituirsi ai bisogni, alle emozioni e ai desideri di un qualsiasi interlocutore, è ingannevole e priva di fondamento. Tutti sanno che esiste una stretta relazione tra l’emozione e la motivazione ma questo non significa che guardare un video o una conferenza (creata ad hoc), permetta di migliorare la propria vita.

    “Il segreto del successo nella vita è fare della tua vocazione il tuo divertimento”

    Mark Twain

    “…è una libidine, è una rivoluzione…”

    Quando cominciamo veramente a capire cosa è importante e per cosa non dobbiamo prendercela, allora, solo allora, possiamo dire di aver imparato a vivere e iniziamo una vera e propria rivoluzione.

    Ma… (perché c’è sempre un “MA“) dobbiamo eliminare tutto quello che c’e di tossico nella nostra vita. Spesso, senza rendercene conto, tolleriamo relazioni o situazioni che a lungo andare ci logorano.

    Non mi riferisco ad un tipo di relazione in particolare, può essere un rapporto di lavoro, amicizia o amore. Di qualunque natura essa sia, se nuoce alla nostra psiche, dobbiamo avere il coraggio di porre fine a tale legame. Spesso è proprio quest’ultima che ci manca e cioè l’audacia per spezzare quelle catene.

    In altri casi non ce ne rendiamo conto e portiamo sulle spalle fardelli che, diventano a nostra insaputa, ogni giorno più pesanti. C’è chi chiama questo processo psicologico di liberazione “risveglio“, a me piace pensare che ognuno di noi gli dia il nome che sente più “suo”.

    La cosa più importante è prenderne consapevolezza. Di lì in avanti la strada è tutta in discesa, il nostro sorriso diventa il sorriso di chi ci sta davanti e cantare diventa una delle tante cose divertenti che la vita ci offre…

  • Scoprendo me...
    LAVORO,  PASSIONE

    Scoprendo Forrester… Scoprendo me stessa…

    Come ho scoperto me stessa

    Date al dolore la parola; il dolore che non parla, sussurra al cuore oppresso e gli dice di spezzarsiWilliam Shakespeare

    Ieri sera ho visto piacevolmente, per la seconda volta, il film Scoprendo Forrester interpretato magistralmente da Sean Connery. Perché ho deciso di dedicare un articolo a questo lungometraggio? La trama è semplice ma ricca di quelle emozioni che provo io quando scrivo. Ed ecco il motivo per cui ho scritto “Scoprendo me stessa…

    Quando ho aperto questo blog ho buttato giù poche righe sul mio sogno, quello d’infanzia, quello “Cosa vuoi fare da grande?” in cui, con molto entusiasmo, ma con poche parole, esprimevo il mio desiderio di scrivere, ma non solo quello. Scrivere sì, ma perché un giorno qualcuno potesse legger-mi.

    Negli anni delle le scuole elementari, tra le tante materie, c’era quella che più amavo, la lezione di Italiano. Era anche la preferita della mia insegnante, una donna d’altri tempi, una vera “signora” che proveniva dalla patria della nostra lingua, la Toscana. Lei, prima di tutti, notò il mio amore e la mia bravura per la letteratura.

    Quando ho detto “lei prima di tutti“, intendevo anche me stessa; ero una bambina vivace, (a volte anche troppo) amavo cantare, disegnare, giocare a pallavolo e i cartoni animati. Quando la maestra ci chiedeva di scrivere un tema però, non era un compito per me, era un gioco con cui potevo sbizzarrirmi, e mi riusciva anche piuttosto bene.

    “Molti scrittori conoscono tutte le regole sulla scrittura ma non sanno scrivere” William Forrester

    Con il tempo, e finiti gli anni da studentessa, la mia passione è rimasta tale, ma il piacere è diminuito proprio perché nessuno poteva leggermi e, non potevo mettere nero su bianco i miei pensieri. Fu in quegli anni che iniziai a scrivere un diario, dove potevo scribacchiare tutte le emozioni delle giornate trascorse e, rileggendomi, iniziai a scoprire me stessa.

    Non tutti hanno questo privilegio, non tutti hanno il coraggio di stilare le proprie riflessioni e considerazioni su quello che avviene nella loro vita, con la possibilità di rivelarsi “brutte persone”. Scoprendo Forrester è un film che esprime esattamente il concetto dell’importanza di essere un bravo narratore ma anche l’onestà intellettuale, cosa rara oggigiorno.

    Scoprendo me stessa

    Introspezione.

    Come ci si arriva a scoprire se stessi? Non vi è mai capitato di leggere una lettera o un appunto che vi capita tra le mani dopo tanto tempo? Non avete mai sorriso guardando come esprimevate una vostra emozione? Ecco, io ho iniziato a scoprirmi rileggendo i miei diari. Ci sono state volte in cui mi sono sentita stupida per aver solo pensato quello che stavo leggendo, altre in cui un orgoglio smisurato ha preso il sopravvento su di me.

    Ed è lì, è proprio in quel momento che inizi a conoscerti o a ri-conoscerti, e spesso, la verità fa male. Rivedere quanto si era sciocchi o saggi dà la possibilità di comprendere gli errori commessi in passato e quindi di migliorarsi o, se siamo fortunati, di essere fieri di noi stessi. È un pò come guardarsi allo specchio con una lente d’ingrandimento.

    Un diario aiuta nell’introspezione e aiuta chi, come me, si tiene tutto dentro e che, utilizzando carta e penna, può scaricare qualche mattone che ci siamo sobbarcati. Ho imparato a costruire qualcosa di utile con quei mattoni, altre volte ho innalzato un muro che successivamente ho dovuto abbattere.

    I segreti della scrittura

    Nel film “Scoprendo Forrester” il vincitore Premio Pulitzer William Forrester, insegna ad un sedicenne che non esistono regole per essere un buon narratore, ne esistono invece per essere una persona onesta e leale. Se non lo avete visto, ve lo consiglio vivamente, come vi consiglio di farvi un diario. Vi sorprenderà!

  • 3 outfit moda primavera estate 2020
    Fashion

    Tendenze moda primavera estate 2020

     

    Le tendenze per la moda primavera-estate 2020 sembrano ispirarsi al design e all’arte. A partire dalle calzature che, tra sandali con plateau e decolleté, assumono la forma di vere e proprie sculture coloratissime e stravaganti. Anche gli accessori seguono la strada dell’originalità e addirittura esplode una nuova tendenza borse, dalle pochettes degli scorsi anni, alle borse più voluminose. Tutto tende alla comodità per la donna, anche per quanto riguarda gli accessori.

     

    Colori saturi, fantasie floreali, tinte pastello e stile militare. Non manca nulla per rendere interessante la moda 2020, ricca di novità e tinte retrò. Purtroppo, non essendo presente alle sfilate, ho guardato foto e video, quindi cercherò di descrivere tutti i nuovi trend della moda primavera estate 2020.

    I fashion-shows delle maisons più famose ci hanno regalato un’immagine di donna molto femminile ma decisamente più “comoda” rispetto a quella vista nelle passate stagioni.

    I nuovi look ci hanno restituito una donna sensuale e trasgressiva allo stesso tempo, con una femminilità che negli scorsi anni si era un pò oscurata. Ovviamente non mancheranno tailleur pantalone, come abbiamo visto nella sfilata di Marc Jacobs o Tom Ford. Dal nero alle tonalità più chiare, come il cipria, l’avorio, il giallo e tutta la gamma del rosa, per poi arrivare ai colori fluo. Vedremo capi con modelli sobri arricchiti da colori forti, rigorosamente pastello.

    Naomi Campbell chiude la sfilata a Parigi per Saint Laurent
    Naomi Campbell con un tuxedo nero per Saint Laurent

     Naomi Campbell è scesa in passerella con uno smoking nero di paillettes, chiudendo la sfilata di Saint Laurent, più glamour di tutti i fashion show.

    Le  tendenze moda per la (vicina ormai) primavera estate 2020, sono colme di trasparenze e seducente chiffon, il più presente in assoluto. Il “must” per la donna romantica ed un pò provocatoria è proprio quest’ultimo tessuto.

    La settimana della moda di Milano è iniziata con un inno ai colori di Jean-Charles de Castelbajac, stilista che per United Colors of Benetton, che ha realizzato un fashion show teatrale a bordo vasca della storica piscina milanese. Guarda la sfilata.

    Outfit primavera estate 2020 creato da Miuccia PRADA. Adorabile per la sua eleganza anni 20 e semplicità.
                     

    Anche la sfilata di Miuccia Prada  è all’insegna del colore, dal sapore Anni 20, comodi ed eleganti in un ottica sempre più rivolta alla moda sostenibile. “Semplici sì, ma non mimial” ha specificato la stilista, invitando a produrre meno e a consumare meno. Guarda la sfilata.

    Dagli anni ’20 alla giungla e ai toni tropicali che sulle passerelle più hot del fashion-month, hanno conquistato praticamente tutti. Dolce & Gabbana ha creato abiti di seta con grandi foglie, turbanti floreali e materiali preziosi.

    Quindi la prossima primavera estate vedremo molte tinte fluo, su giubbotti, mini-skirts e vestitini in palette verdi su abiti corti o lunghissimi, tra trasparenze, chiffon e un insieme di ricami che ricordano i centrotavola delle nostre nonne.

    Non mancano oro e argento sugli accessori, pochette e sandali, e trasparenze delle bluse intarsiate d’oro lamé su velluto nero.  Anche questo è un forte segno di femminilità come le immagini di Cleopatra con tutto il suo fascino. 

    L’oro infatti, soprattutto nella sua versione “sabbia”, sarà una delle tendenze più forti da sfoggiare come l’argento e i glitter.

    Anche problema ecologico ha toccato parecchi stilisti, Dior ha trasformato la passerella in una foresta, i cui alberi saranno ripiantati, altri hanno usato materiali per le loro scene in plastica e cartone riciclato. 

    Quindi, la moda sta “crescendo eticamente” e fa un passo avanti per l’ecosistema, ma portandoci indietro indietro nel tempo con abiti anni ’20 e ’60, gonne longuette, accessori come nastri e cappellini bon-ton. Su questo stile non poteva che esserci Chanel, che da anni ci insegna l’eleganza classica, il non plus ultra del bon ton e lo fa con giacchine a righe, versione marinare, lo stesso Ermanno Scervino, su blazer e t-short.

    Per ultimo, e non meno importante, abbiamo gli accessori di Gucci, in particolare i grandi occhiali a forme geometriche che riporta anche sugli abiti, fluo sul nero, calze rosse con sandali dorati. Ma non solo…

    Alessandro Michele, il creatore a capo della maison Gucci, dopo i primi minuti della sfilata, con modelle in bianco “sterile” e sedie di plastica, tanto da ricordare le cliniche ospedaliere degli anni ’60, ha mandato in scena la collezione uomini e donne con abiti vintage, top in voile, e tailleur formali. Ha giocato però con i colori, viola, giallo e rosso e tutte le tonalità delle tinte più disparate associati a collane e accessori vistosi. Guarda la sfilata.

    Gucci: grandi occhiali con forme geometriche e oro…

    Non ho citato tantissimi stilisti ed i loro capolavori, diciamo che ho voluto lasciare un’anteprima di ciò che ci aspetta la stagione futura 2020, nella speranza di poter partecipare più attivamente agli eventi Fashion per esprimere al meglio i miei pareri.

    Rispetto agli articoli precedenti mi sono dilungata parecchio ma ne è valsa la pena, le novità sono tantissime e ancora tante cose da dire. Vedremo la donna della prossima estate ricca di tratti vittoriani, barocchi con acconciature che ricordano Maria Antonietta. Grandi cappelli, fiocchi, crinoline, maniche a gigot e strascichi.

    Non mancano certo gli abiti in bianco e nero e poi i nude che “veste e non veste”, il tema della donna sensuale, femminile e romantica. Quindi…pronte per lo shopping?

    Se una donna è malvestita si nota l’abito. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna.”

    (Coco Chanel)

  • I nostri pensieri sono onde, proprio come le onde radio e la nostra mente può creare tramite le onde pensiero.
    MENTE QUANTICA

    La mente e le onde pensiero

    La mente crea la nostra realtà

    La conoscenza o percezione che abbiamo delle cose è un’onda-pensiero della mente che noi dobbiamo controllare. Ciò che accade comunemente è che, se l’onda-pensiero è piacevole, noi diciamo “io sono contento”, e se è spiacevole, noi diciamo “io sono infelice”. Questa identificazione è falsa ed è causa di ogni nostra infelicità.

    Infatti la conoscenza o percezione che noi abbiamo di ciò che viene dal mondo esterno, è solo quella materiale e tangibile propria del livello più macro. Ma, ad un livello più micro, vediamo che anche la materia corrisponde all’immateria.

    Questo concetto apparentemente astratto, trova invece fondamento nella scienza, ed in particolare nella fisica subatomica. Per questo motivo si parla di mente e onde pensiero.

    Albert Einstein riconosce che “anche la materia, apparentemente più fissa e stabile, è composta da particelle“, per questo la Meccanica Quantistica le ha classificate come “materia”, definendole onde. 

    Perciò noi stessi, al pari di un sasso, siamo fondamentalmente immateriali, senza fissità, e costituiti da onde. Quello che compare ai livelli più grossolani della materia (cioè il mondo nelle sue manifestazioni fisiche) è solo la superficie di una verità molto più complessa.

    Analizzando le cose e il mondo in termini quantistici, anche la meccanica quantistica, ci dice che non esiste nulla che abbia un’esistenza concreta e reale di per sé. 

    Con questa consapevolezza noi dobbiamo arrivare a controllare la mente e le onde pensiero, in modo da non identificarci in false credenze, che sono l’origine della nostra infelicità. In definitiva la vera “felicità” è raggiungere con la consapevolezza che tutto è apparenza e niente è come sembra.

    Le apparenze che compongono la nostra realtà materiale possono essere percepite o conosciute dalla nostra mente, come pure o impure. Le apparenze pure sono quelle percepite dalle persone che hanno riconosciuto la natura impalpabile della mente, della sua attività, uguale a quella stessa natura vacua dei fenomeni esterni che vediamo, tocchiamo e sentiamo.

    Queste persone sono consapevoli, non si fissano sulle apparenze, sono mentalmente libere da ogni forma di attaccamento (brama, desiderio, possesso, ira, collera, dolore, delusione, ecc). Sono mentalmente libere dal proprio ego-ismo, cioè dall’identificazione erronea dell’ego con le illusorie onde-pensiero, e questa libertà permette loro anche di aprirsi agli altri e comprenderli.

    Le apparenze impure sono quelle percepite dalle persone che credono (sbagliando) che la realtà è il mondo fuori di loro e le scambiano per qualcosa di distinto dalla propria mente. L’onda pensiero da noi creata in questo modo, induce il nostro IO a identificarcisi, facendoci credere erroneamente che “io sono felice o infelice per quel fatto”.

    E’ difficile imparare a controllare le proprie onde-pensiero, perché siamo stati abituati a vivere in questo mondo fatto di dualità: bene/male, brutto/bello, cattivo/bravo, giorno/notte, luce/buio… Quindi, diventa difficile non interpretare il mondo e le cose che ci capitano, in un senso o nell’altro, con i conseguenti stati emotivi che ciò comporta.

    Onde-pensiero negative per esempio, possono a lungo andare, fissare nella persona malessere e o stati d’animo negativi. Queste onde-pensiero però, possono essere controllate e indirizzate diversamente, facendo anche migliorare le tendenze caratteriali negative della persona. Ci vuole tempo, intenzione e perseveranza, ma è possibile. 

    Come posso controllare e cambiare le mie onde pensiero e quindi la mia mente?

    Condizionati dall’abitudine possiamo reagire in modo positivo o negativo.

    Se siamo abituati a stati mentali negativi, senza portare energia positiva, (cioè onde-pensiero di amore, generosità ecc), avremo depressione, rabbia, paura, collera, desiderio di vendetta e tanta sofferenza.

    Se siamo abituati a stati mentali positivi, possiamo invertire le nostre emozioni negative, vivere meglio, affrontando con mente sgombra e serena problemi, situazioni difficili e dolori. 

    Ciò significa liberarsi dall’attaccamento alle cose materiali, centrarsi sul qui ed orapadroneggiando l’esperienza del momento senza influenze emotive del passato o del futuro. E’ un percorso non semplice che richiede motivazione, intenzione vera e vera fiducia e credenza.

    Le nostre scelte, i nostri pensieri…

    Come ogni scelta porta con sè le sue conseguenze: una scelta positiva, porta conseguenze positive (anche quando all’apparenza ciò può non sembrare). Al contrario, una scelta negativa, ovvero fatta con spirito distruttivo, porterà conseguenze negative. Energie e vibrazioni positive portano energie e vibrazioni positive. Scegliere è una nostra responsabilità.

    Ma il mondo esteriore e le cose che percepiamo, anche nei loro aspetti più belli, sono comunque transitori. Sia le cose belle che le brutte, sono superficiali e transitorie. Per questo la vera calma è sapere che tutto è vacuità.

    Pertanto, quando con la pratica, avremo offerto onde pensiero di amore e generosità, in sostituzione di quelle di collera e ira, tutto cambierà. Solo allora potremo scegliere come orientare questo nostro viaggio nella vita ordinaria, nella vera consapevolezza di quanto sin qui consolidato.

    Potremo allora liberamente scegliere il bene o il male (che secondo l’interpretazione propria della spiritualità orientale, coincidono con la perpetuazione di un karma). Oppure l’illuminazione (in vista di mete spirituali e di una realizzazione ascetica più alta, secondo le proprie mire ed attitudini). 

    Per quanto ci affanniamo, saremo ricompensati solo secondo i nostri desideri: ciò che conta sono le nostre intenzioni. L’opportunità è nelle nostre mani.
    Questa attitudine alla calma interiore, ricercata con sincera e fiduciosa pratica, si raggiunge superando l’attaccamento a desideri e bisogni. Il non attaccamento ci rende liberi e padroni di noi stessi, non più in balia delle emozioni e ci permette di discriminare il reale e l’immaginario. 

    “La mente dell’uomo illuminato è calma, non perché sia egoisticamente indifferente ai bisogni altrui, ma perché conosce la pace che è in ogni cosa, anche dove in apparenza c’è miseria, lotta, malattia  e bisogno.”


    Superare l’attaccamento richiede tempo e non è detto si raggiunga subito, né facilmente. Non è una pratica di austerità o pentimento, bensì di distacco dalle cose materiali che ha bisogno anche di preparazione e sincera disposizione a farlo.

    L’esito sarà la libertà da desideri e bisogni immaginari, senza rinunciare a ciò che è veramente importante per noi: la centratura, l’equilibrio, la calma interiore. Ogni nostro sforzo in questa direzione, anche il più piccolo, non sarà inutile, mai, neppure quando ci sembrerà di aver fallito. Bisogna provare, aver fede, metterci energia. Nessuno sforzo sarà sprecato.

    La nostra vita temporale di esseri mortali, veicola un’anima o spirito, attraverso il corpo fisico che “sta” dentro un’esperienza materiale. Perciò la disciplina fisica e l’espressione corporea sono importanti per allineare la mente su di un’unica centratura, o unione mente/corpo. Pertanto, non sono solo importanti un’impostazione mentale  e una disposizione spirituale, ma anche una pratica, cioè anche azioni che vadano nella direzione scelta.

    Di qui la possibilità di scegliere se impegnare il proprio corpo e canalizzare l’energia nello sport, nel praticare yoga o meditazione, allo scopo di predisporre anche il corpo, e non solo la mente, alle nuove aperture ed orizzonti di vita.

    Se non lo hai ancora fatto, leggi l’ articolo precedente….

  • Neo in THE MATRIX inizia a capire che tutto è un'illusione, che se vuole può prendere in mano una pallottola, che lui può creare quello che vuole.
    MENTE QUANTICA

    La realtà… The Matrix

    La vita, quella che ci sembra reale, è un’illusione…tu puoi creare la tua realtà

    Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità! Il cucchiaio non esiste. E allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma sei tu stesso!” Così risponde uno dei “possibili eletti” quando Neo, il protagonista di THE MATRIX , va a parlare con “l’Oracolo”. Il bambino apparentemente piega i cucchiai con il pensiero, ma ecco cosa gli vuole far notare, “APPARENTEMENTE”.

    La realtà che vivi è il riflesso del tuo mondo interiore, che tu voglia crederlo, accettarlo oppure no. Se qualcosa esiste è perché dell’altra parte c’è qualcuno che la sta osservando. Se tu non ci fossi non ci sarebbe più niente, almeno per te, giusto? La realtà è percezione e se non sei in grado di percepire essa scompare. L’esistenza è un’illusione la cui origine è di aspetto metafisico. Solo tu puoi farlo, creare la tua realtà.

    Ciò che puoi vedere, toccare, ciò di cui puoi fare esperienza, è strettamente legato alla tua unica capacità di percepire. Tutto si catapulta sotto forma di immagine nella tua mente, migliaia di impulsi lettrici modellano nella tua testa un’illusoria realtà dove muoverti. Ma la verità è che la distanza tra Roma e New York è la stessa che ci separa dai nostri piedi. La realtà non esiste, è solo l’idea che noi abbiamo della realtà a prendere forma e ad apparirci reale.

    SIAMO FRAMMENTI DI UNA CONSAPEVOLEZZA

    La realtà esiste nella mente umana e non altrove.” (George Orwell)

    Pensa per un istante a cosa accadrebbe se l’infinità di ricettori sensoriali di cui il tuo corpo è dotato smettessero di funzionare. Tutto sparirebbe e apparirebbe l’unica conclusione logica: siamo frammenti di una consapevolezza che si è materializzata e che sfrutta l’organismo corpo per affrontare un’esperienza fisica.

    La teoria che ho espresso fino ad ora non ha niente di new age, non è qualcosa che si sono inventati gli autori di Matrix. Ha origini antiche e lo stesso concetto lo ritroviamo in diverse correnti filosofiche e spirituali. Ma, per quanto ne sappiamo, è sempre lui a detenere il primato di questa scoperta: Ermete Trismegisto. La Prima Legge Ermetica afferma proprio questo: L’UNIVERSO E’ MENTALE.

    Il bambino nel film THE MATRIX che mostra a Neo come “non è il cucchiaio a doversi piegare”

    Che tu abbia già visto The Matrix o che tu lo debba ancora vedere, non puoi non essere a conoscenza delle sette Leggi Universali che governano il Creato. Piega la mente, Crea la tua realtà! Non solo è possibile cambiare da un punto di vista prettamente fisico, ma possiamo cambiare molto di più. si possono cambiare convinzioni, atteggiamenti, parole, azioni. Possiamo cambiare noi stessi.

    La realtà che vivi è il riflesso dei tuoi pensieri, delle tue emozioni. Ciò che definisci reale è un’illusione. Quando cambi il modo di vedere le cose, le cose cambiano. Alla fine otteniamo sempre e le situazioni che dominano fortemente i nostri pensieri. I nostri pensieri ci torneranno indietro come boomerang, quindi adesso capirai cosa intendo per “crea la tua realtà“.

    IL TUO COMPORTAMENTO PUO’ CAMBIARE LA TUA REALTÀ

    Le tue intenzioni, le tue scelte, il modo in cui ti approcci al mondo, influenza l’ambiente che ti circonda. Il tuo cambiamento può cambiare il mondo a te circostante. Prova semplicemente a pensare a come cambiano le persone quando inizi a trattarle in maniera differente.  Le relazioni umane sono prima di tutto un pensiero e, se modifichi, la qualità del pensiero nel tuo rapporto con gli altri, stai praticamente modificando la qualità dell’esperienza dei tuoi incontri.

    Nel momento in cui inizi a osservare la parte di te che pensa, si attiva un livello superiore di consapevolezza. Allora comprendi che esiste un vasto regno di intelligenza oltre il pensiero e che quest’ultimo ne è solo un aspetto minore. Comprendi anche che le cose che contano davvero (la bellezza, l’amore, la creatività, la gioia, la pace interiore) sorgono al di là della mente. E inizi a risvegliarti.(E.Tolle)

    Quindi…ora puoi iniziare da piccole cose, ora che sai che sei tu a creare la tua realtà, comincia a pensare diversamente. Mente e corpo sono strettamente collegati; se la mattina ti svegli un pò prima, con calma pensi serenamente a cosa vorresti, alle cose belle che vedrai quel giorno, senza rendertene conto, stai creando il tuo futuro, la tua realtà.

  • Ho scelto questa foto per i colori che la moda autunno inverno 2019 2020 consiglia. Stefania Boe
    Fashion

    Moda autunno inverno 2019 2020

    Alcuni outfit con i colori che per la stagione autunno inverno 2019/2020 vanno per la maggiore.

    Cercando su Google “Moda autunno inverno 2019/2020” ho trovato tantissimi outfit stupendi ma indossati da modelle altissime, magrissime e soprattutto con capi costosissimi. Con questo mio articolo vorrei darvi qualche consiglio utile per essere sempre alla moda senza spendere un capitale per il vostro guardaroba.

    Sono fortunata, amo i colori “caldi” come i Terra di Siena, il “panna”, il senape con tutte le sue sfumature. Naturalmente non poteva mancare il nero, un’icona della moda, utile in tutte le stagioni e per ogni evenienza. La mia fortuna sta nel fatto che ho molti capi con queste tonalità, quindi, per essere di tendenza in questa stagione 2019-2020, non dovrò spendere molto.

    Ecosostenibilità.

    Colgo l’occasione anche per parlare dell’ecosostenibilità, un argomento che ultimamente è sulla bocca di tutti ma in pochi la mettono davvero in pratica. Ho capi acquistati dieci o quindici anni fa, e sono ancora molto attuali. Non li ho indossati per anni, e poi ecco che la moda cambia, e io tiro fuori dal mio guardaroba jeans, magliette e maglioni che sono di nuovo molto attuali.

    Questo look autunnale casual riprende i colori della moda autunno inverno 2019-2020

    Ho scattato questa foto pochi giorni fa, ho ripescato nel mio armadio questo jeans firmato Parasuco, acquistato nel 2004, il giubbino in pelle del 2013, un foulard di Borbonese e i classici Ray-Ban. Avevo speso parecchio per quel di jeans ma ne è valsa la pena. Li ho indossati in diverse occasioni e ripescati pochi giorni fa, come nuovi.

    Lo scorso anno avevo preso qualche chilo e la cosa che più mi infastidiva era il non poter indossare alcuni abiti… Così, con non pochi sacrifici, mi sono messa a dieta e ne è valsa la pena, oggi posso mettere capi della taglia che portavo venti anni fa.

    Ora che l’inverno è alle porte, vi mostrerò capi più pesanti, alcuni nuovi, altri più datati… Sicuramente indosserò la mia pellicciotta La Dea rigorosamente eco, acquistata lo scorso anno.

    Pelliccia eco “La Dea”

    Non ho parlato di scarpe e borse perché l’articolo sarebbe diventato davvero troppo lungo. Farò presto un articolo dedicato agli accessori.

    Tanta voglia di stivali anche per la prossima stagione fredda, dai cuissardes agli ankle boots. Eppure i veri protagonisti saranno loro: i combat boots, stivaletti bassi da portare fino a metà polpaccio e allacciati sul davanti. Non sono esattamente il mio genere ma sono comodissimi e caldi.

  • Taglio di capelli Stefania Boe
    Fashion

    Tagli di capelli 2019 over 40, quello che dovreste sapere

    Ecco le acconciature delle donne over 40 più belle del mondo

    • Sandra Bullok, il suo taglio di capelli non è cambiato molto negli anni, anche se over 50 porta i capelli molto lunghi, come 20 anni fa

    I capelli sono l’ornamento più ricco delle donne.

    (Martin Lutero)

    Per ogni stagione, per ogni anno, per ogni età troviamo su Google “Tagli di capelli 2019 donna primavera, estate, autunno e inverno” e ogni donna va a cercare il taglio più trendy per la loro età. Io vado controcorrente e vi dirò quello che penso.

    Non esiste una regola per i tagli di capelli, bisogna imparare a non metterci in una “casta”, OVER 40, OVER 50, BIONDE O MORE, quando si parla di tagli di capelli. Ci sono donne che cambiano completamente il loro look quando la loro storia d’amore finisce, e una delle cose che fanno prima di tutte, è andare dal parrucchiere.

    Lo stesso vale per gli anni, a distanza dal compleanno vicino ai 30, 40, 50 anni, iniziamo a cercare su Google quali sono i tagli di capelli più adatti alla nostra età. Lo trovo assurdo!!! Non esistono i perfetti tagli di capelli 2019 over 40 o over 50, e lo stesso vale per tutte le età. Siete voi a dover decidere come vi volete vedere, non quello che dicono che “dovreste fare”.

    Altro esempio di taglio di capelli di una meravigliosa over 50. Tutto quello che dovete sapere è che nessuno ci deve dire quale acconciature scegliere!!
    Julia Roberts, 51 anni. Ecco un altro esempio, uno dei suoi tanti tagli di capelli 2019. Anche lei over 50.

    Una donna che si taglia i capelli è in procinto di cambiare vita.

    (Coco Chanel)

    Guardate Julia Roberts, l’abbiamo conosciuta in Pretty Woman con una folta chioma di capelli rossicci. Era giovanissima, con il passare del tempo ha solo cambiato il colore, da rossa a bionda. Non ha cambiato in modo drastico il suo look. In altre parole, non ha badato troppo ai suoi anni per quanto riguarda la moda dei tagli di capelli, ha dato la precedenza ai suoi gusti, e lei è una over 50!

    Tra l’altro, è una bellissima donna, ha sicuramente molto più tempo della maggior parte delle donne, è privilegiata rispetto a tutte noi, me compresa, ma questo non significa che per lei gli anni non passino.

    Allo stesso modo dovrebbero fare tutte le donne , (over 40, over 50, over 60 e così via..), e scegliere il taglio di capelli che ama e che più desidera.

    Quindi, io vado sicuramente controcorrente, ma non cambierò la mia chioma ai prossimi “anta”. Non l’ho fatto quando ho compiuto 40 anni e non lo farò per i 50 a meno che non mi innamori di un nuovo taglio. Non cercherò le nuove tendenze che, diciamoci la verità, spesso rendono ridicole parecchie donne.

    Quello che tutte dovrebbero fare però è prendersi cura dei propri capelli, usare buoni prodotti, tenerli in ordine. Non importa se lunghi o corti, dovete sempre dare l’idea che dedicate un pò del vostro tempo per la cura della vostra acconciatura.

    Con questo non voglio dire di passare ore dalla parrucchiera, ci manca il tempo ed è costoso, ma potete tranquillamente farlo a casa vostra, magari guardando qualche tutorial su YouTube.

  • AMORE SEDUZIONE

    Come far ingelosire un uomo

     

    Vuoi far ingelosire il tuo fidanzato? Il tuo ex? Tuo marito? Anche quello che dice di NON ESSERE GEOSO?

     

    Volete far ingelosire un uomo? Ci sono mille motivi per cui vorreste farlo: è il vostro ex, vi ha lasciate e cercate vendetta. E’ il vostro fidanzato ma sospettate di lui. E’ vostro marito ma ha perso l’attenzione che aveva nei vostri confronti e volete che torni ad essere quello che un tempo vi corteggiava.

     

    Come far ingelosire un uomo? Non importa quale e non importa se lui ha sempre sostenuto di non essere un uomo geloso. Per prima cosa sappiate che la gelosia è presente in tutte le persone, dobbiamo solo andare a sollecitare e amplificare questa emozione usando qualche “trucchetto”.

    Entra in gioco quindi l’antagonista. Nell’infanzia l’antagonista era uno dei genitori che, in qualche modo, sottraeva l’affettività verso di noi e quindi , anche solo in forma latente, abbiamo sviluppato questo “turbamento”. Non tutti però vivono la gelosia allo stesso modo, è importante capire il tipo di antagonista da introdurre.

     

    Innanzitutto bisogna ricordare che i maschietti, sin da ragazzini, hanno sviluppato una competitività nei confronti dei loro coetanei, può’ essere una competitività intellettuale o fisica, per cui si deve partire proprio da questo punto.

     

    Se il ragazzo che volete far ingelosire è super palestrato, attento all’aspetto fisico e all’abbigliamento, dovete fargli sapere o farlo sospettare di avere una semi-relazione con un ragazzo intellettuale, magari un avvocato o un notaio, meglio ancora se è conosciuto per le sue capacità in ambito lavorativo.

    Se invece la vostra “vittima” è un intellettuale non attento al suo look e al suo fisico, quindi non palestrato, poco curato e vestito sempre con giacca e cravatta, dovrete far in modo che abbia dei dubbi riguardo un vostro amico “figo da paura”. 

     

    Naturalmente anche il vostro look deve cambiare, dovete rivoluzionarlo. Siete donne jeans e maglietta? Bene, iniziate ad indossare tubini neri e camicette bianche, magari anche un bel tacco 12. Mescolate il look serioso con una nuova acconciatura ed iniziate a postare sui social più foto che potete. Questo lo farà impazzire. 

    Una delle prime cose che salta agli occhi del partner è il cambiamento radicale del look.  Voi magari pensate che non ci farà caso ma non è così. Non ve lo dicono, questo è un punto dolente per il loro orgoglio, vogliono farci credere che non sono attenti, ma lo sono eccome! Cambiate profumo? Quel profumo che conosce da quando vi ha conosciute? Probabilmente non ve lo dirà ma scatterà in loro la curiosità. 

     

    Altro punto: non cercatelo mai e se lo fa lui, fate squillare il telefono un pò di volte prima di rispondere. Se siete in giro diteglielo, ma rimanete sul vago, non deve sapere mai cosa fate nel dettaglio. Se invece siete a casa, magari tristi e con gli occhi gonfi, accendete la tv su un canale in cui ci sia musica, rispondete e dite che siete “in giro” e che non riuscite a sentirlo. Poi, mettete giu.

     

    Lo so che siete arrabbiate e tristi ma sorridete, sempre! Lui se la gode troppo nel vedervi così disperate per lui, quindi anche se non ne avete voglia, dovete sorridere e fargli vedere che ve la spassate. Se avete vecchie amiche che non vedete da un pò, cogliete l’occasione per uscire senza rivelargli dove state andando. Sarà sicuramente curioso e se non siete solite a uscire troppo, inizierà a pensare che c’è un altro uomo nella vostra vita.

    Ma attenzione! Non esagerate, dovete farlo ingelosire, non perdere la stima che lui nutre per voi. Quindi, seguite la guida ma senza esagerare! Come sedurre un uomo? Questo al prossimo articolo!

     

    Non esagerate. Seguite questi consigli ma senza esagerare, deve diventare geloso e curioso della “nuova te” ma non deve perdere la stima che nutre per voi. Vuoi sapere invece come sedurre un uomo o come ri-sedurre un uomo? Leggete il prossimo articolo!

     

  • AMORE SEDUZIONE,  Fashion,  Uncategorized

    Chi paga al primo appuntamento?

    Chi paga al primo appuntamento?

    Pensavo fosse scontato, è l’uomo a dover pagare al primo appuntamento!

    A quanto pare non poi è così scontato. Proprio oggi un’ amica mi ha raccontato la serata trascorsa sabato con un uomo conosciuto venerdì pomeriggio. E’ stato lui ad invitarla a cena, scegliendo un ristorante abbastanza quotato in questa zona. Naturalmente lei ha dato per scontato che a fine cena lui sarebbe andato a pagare o si sarebbe fatto portare il conto, usando la carta di credito o i contanti per tutti e due.

    Mai dare per scontato un uomo al primo appuntamento, specialmente se non lo si conosce abbastanza, potreste ritrovarvi impietrite come la mia amica, quando lui, le ha chiesto di fare a metà. Dove sono finiti gli uomini di una volta? Ma in fondo ce lo siamo volute noi, noi che vogliamo fare un mestiere da uomo, vogliamo l’indipendenza che ha l’uomo e ci ritroviamo con…il conto della cena da pagare.

    Ora, scherzi a parte, mi piace pensare che sia l’uomo a pagare il conto, soprattutto al primo appuntamento e preferibilmente anche ai successivi. Ci sono cose che non devono cambiare, non possiamo pretendere che ci venga aperta la portiera dalla macchina, questo non lo fa più nessuno, ma l’uomo deve comportarsi da cavaliere e la donna da dama, questo è ovvio.

    A nessun uomo (nemmeno al più cavaliere) piace una donna che dia per scontato che sia lui ad aprire il portafogli, anche nel primo appuntamento. Quindi, mettiamo la mano alla borsa all’arrivo del conto per fargli capire che vorresti onorare la tua parte. Lui adorerà fermarti dicendoti che rifiuta la tua nobile offerta. E voi cosa ne pensate? Chi paga al primo appuntamento?

    Ho sentito dire che la galanteria è morta. Io credo che si sia presa solo una brutta influenza” Meg Ryan

    E voi? Cosa ne pensate?

  • CINEMA,  Fashion

    La Biennale di Venezia 79

    Livia Firth e Franca Sozzani Award Venezia 76.

    Il premio più glamour alla Biennale di Venezia 76 è il Franca Sozzani Award, organizzato da Livia Firth, moglie dell’attore Colin, nel Belmond Hotel Cipriani, è stato assegnato a Iman Abdulmajid, vedova di David Bowie.

    Sinceramente non amo gli abiti viola e non mi è piaciuto il vestito che Iman ha sfoggiato per l’occasione. Troppi balze, troppo ingombrante e troppo viola!  Strana scelta visto che nel mondo dello spettacolo il viola non è gradito, anzi, dicono che porti sfortuna. 

    Non ha portato sfortuna alla signora Firth che sempre più spesso fa ombra al nostro amato Mr Darci di Orgoglio e Pregiudizio dei successivi film in cui interpreta un moderno Mr Darci vicino alla ragazza inglese impacciatissima Bridjet Jones. 

    Livia Firth da anni si occupa della moda ecosostenibile, ha fondato l’agenzia Eco-Age, famosa in tutto il mondo, e che da poco è sbarcata anche in Italia.

    La si ama o la si odia.

    Chi la detesta per la sua presunta scappatella con il giornalista italiano Marco Brancaccia, tradendo così uno degli uomini più desiderati del mondo, chi invece la ammira per il suo successo nel mondo della sostenibilità e l’etica che supporta i brand più famosi.

    Purtroppo non siamo tutte donne ricche e famose da poterci permettere capi di Gucci, gioielli di Chopard e scarpe di Sergio Rossi; io sinceramente spesso devo comprare da H&M o da Zara, marchi odiati dalla signora Firth. Forse, se la moglie dell’attore premio Oscar si mettesse nei miei panni e i quelli di moltissime donne, capirebbe che per noi è impossibile vestire come lei predica quotidianamente sui suoi social.